L'estate
scorsa sono stata per quindici giorni al
mare con Daniele, il mio nipotino. Lui è
un tipo strano, un biondino con gli
occhiazzurri, carino come un bambolotto,
ma terribilmente chiuso e
introverso.Frequenta il primo anno delle
superiori, ma non va troppo bene a
scuola,ogni tanto lo bocciano, forse
proprio a causa del suo carattere così
difficile.Per questo i suoi genitori sono
stati contenti di mandarlo un po' fuori
con me che, oltre a essere sua zia, sono
esattamente il contrario del nipotino
come carattere: allegra e estroversa. I
primi giorni di vacanza sono stati
davvero noiosi: colazione nel residence,
spiaggia, pranzo, dormitina pomeridiana,
ancora spiaggia, cena, gelato sul
lungomare e a letto prima di mezzanotte.
Daniele poi è di poche parole e la sua
compagnia non è certo divertente,
cosicché toccava sempre a me tenere in
piedi la conversazione. Una sera non ne
potevo veramente più e verso le 10 e
mezzo, quando lui cominciava già a
sbadigliare gli ho detto: - Senti, se
vuoi andare a dormire va' pure, ma io
resto qua ad ascoltare musica. Non ho
mica novant'anni ! Daniele mi ha fatto un
sorrisetto infantile, mi ha dato il bacio
della buonanotte e se ne è andato in
camera sua. Io ho tirato un sospiro di
sollievo, mi sono ordinata un gin tonic e
sono rimasta nel piano-bar. Un gin tonic
dopo l'altro, verso mezzanotte però
cominciavo a sbadigliare anch'io: d'altra
parte l'albergo era frequentato per lo
più da maturi e anziani signori, molti
erano stranieri, che gradivano assai di
più riempirsi la pancia di birra che
fare quattro chiacchiere con me. Insomma,
considerato il disastro della serata, ho
pensato bene di andarmene a letto pure
io. Mi sono infilata la camicia da notte
e ho spento la luce. Ma non riuscivo a
prender sonno. Così sono andata davanti
alla camera di Daniele. Un po' perché
avevo paura che si fosse offeso, un po'
perché in realtà non avevo nessuna
voglia di dormire, ho deciso di dare
un'occhiata e controllare se dormiva o se
magari avesse voglia di scambiare due
parole con me. La porta, come sempre, non
l'aveva chiusa a chiave: così sono
entrata silenziosamente nel buio della
stanza. Dal piccolo ingresso della camera
vedevo solo i piedi del letto di Daniele,
letto che era leggermente illuminato
dalla luce di un lampione che penetrava
da alcune fessure della serranda. Sentivo
dei rumori e per questo sono rimasta nel
piccolo ingresso e, non vista, mi sono
affacciata silenziosamente dall'angolo
del muro convinta di sorprendere il
nipotino nel pieno di una bella
masturbazione liberatoria. La scena che
stavo per vedere era però assai diversa.
Daniele stava prono sul letto, la giacca
del pigiama ancora infilata, pantaloni e
slip in terra. Inginocchiato alle sue
spalle, un anziano e grasso tedesco che
avevamo conosciuto in spiaggia, lo teneva
fermo per i fianchi e lo penetrava con
violenza, menando colpi durissimi dentro
di lui. Stavo per gridare, o forse no,
fatto è che rimasi allibita guardando il
volto di Daniele, completamente
trasfigurato, come fosse ubriaco o
drogato: il ricciolo biondo scendeva sui
suoi occhi che erano rovesciati di
piacere, la bocca socchiusa che lasciava
filtrare dei sommessi gemiti di
godimento. A bassa voce il vecchio gli
diceva parole incomprensibili ma che
dovevano eccitarlo parecchio visto che
dopo ogni frase dava un colpo di reni
ancora più forte. Tanto ero esterrefatta
da quell'immagine che solo in quel
momento mi sono accorta che sulla
poltrona vicino al letto stava seduta una
donna, che poi ho capito essere la moglie
del tedesco: lei però non guardava verso
il letto, mi aveva visto e guardava verso
di me, con un sorriso arcigno e pieno di
soddisfazione. Non potendomi più
nascondere stavo per gridare quando dalle
mie spalle ho sentito due robuste braccia
che mi afferravano, uno intorno alla vita
e l'altro cingendomi le spalle in modo da
tapparmi la bocca con la mano. La persona
che mi aveva bloccata, con un calcio alle
sue spalle aveva immediatamente richiuso
la porta e poi mi aveva spinto in camera.
Come se niente fosse successo il vecchio
continuava a sodomizzare Daniele il quale
non aveva neanche alzato gli occhi per
guardarmi. Non so quanto tempo è
durata quella situazione, ma sono rimasta
immobilizzata a guardare quella scena
fino a quando con un sospiro convulso il
tedesco non eiaculò dentro mio cugino
sdraiandosi poi sulla sua schiena a
riprendere fiato, mentre Daniele chiudeva
gli occhi come non sentisse il peso del
grassone su di lui. Cominciai a agitarmi,
ma la persona che mi immobilizzava
sembrava di pietra e nessun movimento mi
era consentito. La donna seduta guardò
ancora qualche istante il marito riverso
su Daniele. Poi allargò le gambe e si
tirò su la gonna. Si sfilò gli slip e
guardò verso di me. Sgranai gli occhi.
L'uomo alle mie spalle mi spinse verso di
lei e con uno strattone mi fece cadere in
terra, proprio in mezzo alle gambe della
donna. Senza togliermi la mano dalla
bocca disse : -Ora ti libererò la bocca,
ma sta' attenta: fa' un solo grido e di
tuo nipote ti restituiamo solo i
brandelli. Mi fece girare la testa verso
il letto e vidi che il vecchio teneva in
mano un enorme fallo artificiale la cui
punta era diretta proprio sul sedere di
Daniele. - La bocca devi usarla in un
altro modo... o quel cazzo di gomma lo
faremo uscire dalla gola del tuo
nipotino... Mi hai capito bene ? Feci
cenno di sì con la testa e subito lui mi
lasciò la bocca. Mi afferrò quindi per
i capelli e trascinò la mia testa sul
sesso della donna seduta. ...e leccala
bene se ci tieni al ragazzo... disse
ancora l'uomo alle mie spalle.
Terrorizzata tirai fuori la lingua e con
tutta l'energia che avevo presi a leccare
fra i peli della donna, infilandola nel
suo sesso, succhiandola e bagnandola con
la mia saliva. Mentre mi adoperavo in
questo l'uomo alle spalle mi lasciò
libera completamente e dovetti afferrarmi
alle ginocchia della donna per non
scivolare. L'uomo però non si era
scordato di me e mentre leccavo
freneticamente lo sentii che mi sfilò di
dosso la vestaglia e la camicia da notte
lasciandomi completamente nuda. Per un
attimo arretrai con la bocca ma la donna
mi prese per i capelli tirandomi verso di
lei e facendomi di nuovo affondare il
viso fra le sue cosce. - Non devi
fermarti, carina... mi piace la tua
lingua dentro la mia fica... infilala
bene, forza... Non ce la facevo quasi
più neanche a respirare. Le mani
dell'uomo alle mie spalle intanto si
erano trasformate in tentacoli che mi
frugavano tutto il corpo, mi stuzzicavano
i seni, mi carezzavano la schiena, si
insinuavano in tutti gli angoli della mia
pelle, rovistavano da dietro fra le mie
natiche e le mie cosce. La donna allora
si spostò col bacino in avanti, sollevò
le due gambe in alto, poggiandole sui
braccioli della poltrona in modo che
davanti alla mia bocca venisse a trovarsi
non più la sua vagina ma la sua apertura
posteriore: - Forza, infila la tua
linguetta calda qui dentro adesso. Se mi
lecchi bene il culo ti darò un premio...
altrimenti quel fallo artificiale da
elefante potremmo utilizzarlo su di te,
oltre che sul nipotino... anche perché
ho l'impressione che a lui farebbe
piacere... Mi voltai per un momento verso
il letto. Il vecchio continuava a
carezzare col fallo artificiale la
schiena di Daniele e ogni volta che
scendeva fra le natiche mio nipote
lanciava sospiri di piacere. Forse
perché avevo paura per lui, forse
perché l'avevo per me, come drogata
dalla situazione e probabilmente dai gin
tonic bevuti, mi girai ancora verso il
culo della donna e cominciai a slinguarlo
con foga, prima con la punta della
lingua, poi spalmandola fra le pareti
cavernose. E le dovette piacere parecchio
sentendo come cominciava a mugolare. -
Ahhh, sìììì, vedi che se ti impegni
sei brava? Ohhh, ancoraaaaaa... non
fermarti.... Mentre ero intenta a fare
rabbiosamente quello che mi era stato
ordinato, l'uomo alle mie spalle mi
lasciò e, avvicinatosi alla poltrona
dove la donna stava seduta le porse il
sesso davanti alle sue labbra. Alzai per
un attimo gli occhi e mi resi conto che
l'uomo era il cuoco del residence, un
nord-africano dal fisico possente, un
vero culturista dai muscoli d'acciaio.
Aveva un pene di dimensioni eccezionali e
la donna lo risucchiò quasi
completamente nella sua gola. Continuai a
leccarla nel culo sentendola scuotersi
sotto le mie labbra sia per le vibrazioni
che le provocavo con la mia lingua sia
per il movimento dell'africano che la
stantuffava in bocca. Quando sentii un
rantolo strozzato la guardai in faccia:
dalla sua bocca colava un fiotto di
sperma che l'uomo le aveva scaricato in
gola. Guardai allora l'africano che aveva
il membro ancora teso e luccicante. Con
una pedata la donna mi spinse a terra.
Poi il nero, prendendomi come un fuscello
con una mano fra le cosce e una dietro al
collo mi sbatté a sedere sul bordo del
letto. Il vecchio tedesco intanto aveva
preso per un braccio Daniele, lo aveva
fatto alzare e lo aveva portato davanti a
me. La donna disse: - Guarda che bel
cazzo fresco ha ...forza prendilo in
mano.... Guardai Daniele ma lui stava
diritto con lo sguardo perso nel vuoto.
Presi il suo sesso non del tutto in
tensione fra le mie mani e lui ripiegò
la testa all'indietro con un gemito -
Mmmm.... - Vedi che gli pace ?, continuò
la donna , su, massaggiaglielo per bene !
Cominciai a masturbare mio cugino sotto
gli sguardi libidinosi della donna, del
vecchio e dell'africano mentre a pochi
centimetri dai miei occhi vedevo il pene
di mio nipote inturgidirsi sempre di
più.. Quasi subito Daniele cominciò a
sussultare. La donna intervenne: - Fatti
schizzare nelle mani... raccogli tutto...
non fartene cadere neanche una goccia !
Mio nipote spruzzò un getto di liquido
bianco e io lo raccolsi nelle mani come
si fa con l'acqua di una fontana. La
donna allora lo prese per un polso e lo
tirò verso di sé, facendolo mettere
sulle sue gambe a testa ingiù come
volesse sculacciarlo. Prese a carezzarlo
sul sedere e mi guardò. Io stavo
immobile con le mani a calice senza la
forza di pensare. La donna disse: - E
allora?... Non hai sete? Guardai le mie
mani ma rimasi immobile. Il vecchio
tedesco allora mise una mano dietro la
mia nuca, un'altra sotto le mie mani e,
spingendo con forza, mi costrinse a
infilare la faccia nel liquido che tenevo
nei palmi. Quando mi lasciò si mise dove
prima stava mio nipote e tenendosi in
mano il suo pene flaccido lo diresse
verso la mia bocca. - E adesso succhia il
mio maritino, disse la donna seduta,
mentre con un dito penetrava il culetto
di Daniele. La guardai allucinata: Tutto
il medio della sua mano destra entrava
nel buchetto di Daniele. Scorreva in
avanti e indietro provocandogli sussulti
di piacere. La visione fu però
interrotta dalla pancia lardosa del
tedesco che mi fu davanti è mi infilò
in bocca la sua carne moscia. Succhiai
con forza senza riuscire a farglielo
indurire: nonostante questo dopo qualche
minuto lui sussultò e sentii poche gocce
di sperma scendermi in gola. Lui non
estrasse il sesso dalle mie labbra, ma
aspettò ancora qualche istante finché
non gli divenne di dimensioni davvero
insignificanti. Si ritrasse e davanti
agli occhi mi comparve allora l'asta
lucida del nero che si infilò ancora
nella mia bocca e, senza che neanche mi
muovessi, cominciò a stantuffare dentro,
scopandomi la gola. Riuscivo a vedere la
donna seduta che, eccitatissima, aveva
infilato nel culo di Daniele almeno tre
dita mentre lui sembrava godere
continuamente come in preda a un delirio
sessuale. - Forza signorina, ghignava la
donna, impara da tuo nipote... vedi lui
come sa godersela la vita? Guardalo come
gode, sembra una troia consumata...
scommetti che quel cazzo artificiale non
lo disturba? Continuando a succhiare il
sesso dell'africano vidi che il vecchio
aveva consegnato alla moglie l'enorme
fallo artificiale, dal diametro di
diversi centimetri, con cui aveva giocato
poco prima. La donna lo puntò sul culo
di Daniele e con un colpo solo ne infilò
dentro un pezzo. Daniele strabuzzò gli
occhi e rantolò. - Ahhh ! E subito prese
a mugolare: - Spingi ancora... mmmm....
ahhh, ancora.... non fermarti, va' in
fondo... ! Avevo gli occhi sgranati e non
riuscivo a credere che il timido Daniele
potesse provare gusto per quella orrenda
violenza. Improvvisamente sentii un fiume
caldo invadermi la bocca. L'africano
estrasse il suo sesso dalle mie labbra e
mi guardò fisso negli occhi dicendo : -
Da brava... fa' vedere come ingoi tutto.
Mi guardava mentre mandavo giù il suo
sperma e quando un rivolo bianco scese da
un lato della mia bocca lui con un dito
lo raccolse e me lo reinfilò tra le
labbra. Mi lasciai cadere disfatta sul
letto, ma senza darmi tregua il nero mi
voltò a pancia ingiù. Il vecchio
tedesco si sedette al mio fianco e
cominciò lentamente a spalmarmi fra le
natiche una crema. Sapevo cosa mi
aspettava, ma non avevo ormai nessuna
forza per ribellarmi. Mentre le dita del
vecchio mi ungevano il sedere sentii che
la donna sollevava la cornetta del
telefono. Disse solo: - Ora potete salire
e riagganciò. I polpastrelli del vecchio
si insinuavano ora fra le mie carni ma il
fresco contatto con la crema quasi mi
sembrava un sollievo dopo quello che
avevo subito. Avevo la faccia affondata
nel cuscino, ripiegata in direzione delle
poltrona dove la donna teneva chino il
mio nipotino. Con un buffetto quasi
affettuoso sulle natiche di Daniele, la
donna gli disse : - Allora giovanotto,
quel sederino unto non ti interessa ?
Come un automa Daniele si alzò, lo vidi
avvicinarsi, tolse la mano del vecchio
dal mio sedere e si sdraiò sulla mia
schiena. Sentivo il suo pene rigido
appoggiato sull'attaccatura delle mie
natiche. Il tedesco infilò allora una
mano fra la pancia di Daniele e la mia
schiena. Prese fra le dita il sesso duro
e ne accompagnò la punta sulla mia
entrata posteriore. - Dai un bel colpo
ora ! disse la donna. Daniele obbedì e
mi sentii penetrare il culo con forza.
Rimase fermo un attimo e poi prese a
sussultare convulsamente. Non sentivo
dolore e ormai anch'io in preda a non so
quale delirio iniziai a muovere il bacino
per assecondare i suoi colpi. - Ma guarda
un po' che bella scoperta abbiamo fatto
ora, disse la donna, anche la zietta è
un po' troia... Bravo Daniele, ficcalo
bene dentro! Sentivo scorrere in su e in
giù il giovane cazzo del nipotino e
ormai desideravo solo sentire il liquido
bollente invadermi l'intestino. Ma la
donna continuò: - Bene, sono contenta
che ti piaccia... Vuol dire che la mia
sorpresina non ti deluderà. Sentii la
porta della camera che si apriva e capii
che erano entrate altre persone. Non ebbi
né la forza ne il coraggio per girarmi.
Poco dopo Daniele mi spruzzò un getto si
sperma nella pancia. Contemporaneamente
al calore del liquido sentii il pene che
si ritraeva e usciva dal culo.
Immediatamente però sentii un altro
corpo poggiarsi su di me. Uno dei nuovi
venuti aveva preso il posto di Daniele.
Poggiò la punta del cazzo sul mio buco e
disse solo: Allora, ti piace tanto
prenderlo nel culo ? Con una spinta
energica mi penetrò sotto gli occhi di
Daniele, della donna, del vecchio tedesco
e dell'africano che, intorno al letto si
godevano quest'ennesima scena. Mi fece
male e non potei trattenere un grido. -
Ahhh ! Mi sfondi ! ! ! ! ! Tutt'altro che
intimorito il nuovo venuto prese a
stantuffare con frenesia. - Certo che ti
sfondo, voglio romperti le viscere brutta
vacca. Te le ricorderai queste vacanze,
ti faccio schizzare gli occhi dalle
orbite !! Quando raggiunse l'orgasmo e
estrasse il sesso dalle mie viscere
pensai che fosse finita, ma non era
così. Ancora un altro uomo mi fu alle
spalle. Quanti ne avevano invitati ? Ne
contai cinque prima di svenire. Tutti mi
incularono con violenza senza che io
riuscissi a vederne neanche uno in
faccia. Sentivo solo dei grossi membri
maschili che si alternavano dentro il mio
corpo, sussultando dentro di me e
schizzandomi sperma nella pancia.
Qualcuno mi diceva parole sconce, qualche
altro mi leccava dietro, sul collo e
nell'orecchio. Uno di loro, mentre mi
inculava pompando senza tregua del mio
buco in fiamme, infilò le mani sotto il
mio inguine e con le dita mi penetrò la
vagina provocando in me la sensazione di
essere riempita da ogni parte : il quinto
fu quello che mi fece più male : infilò
nel mio buco posteriore entrambi i
pollici e lo allargò per infilarci il
suo sesso che entrò ormai senza
difficoltà. Ricordo gli sguardi della
donna e di Daniele, ricordo che il
tedesco seduto sul letto e l'africano
vicino a lui. Poi svenni e non so quanto
tempo rimasi così. Doveva essere
tardissimo quando riaprii gli occhi. La
festa non era ancora finita. Accanto a me
stava sdraiato il tedesco, nudo e mezzo
addormentato. Accoccolato sulla sua
pancia Daniele gli succhiava il cazzo
moscissimo. La donna stava sempre seduta
a cosce larghe e stavolta si stava
continuando a far leccare dall'africano.
Tutt'intorno al letto sei o sette uomini,
quasi tutti dipendenti dell'albergo
stavano nudi, in piedi a guardarmi.
Quando si accorsero che mi ero svegliata
il vecchio tedesco si alzò lasciandomi
sdraiata vicino a Daniele. Istintivamente
ci abbracciammo. Tutti gli uomini si
gettarono su di noi : ogni nostro buco fu
riempito da sessi e da mani sconosciuti.
Sentivo dita che mi toccavano in ogni
parte del corpo, un membro enorme
scendermi in gola, vedevo Daniele che
masturbava contemporaneamente due uomini
mentre a un terzo leccava il culo. Alla
fine tutti si alzarono e presero allora a
masturbarsi intorno a noi, avvicinando i
sessi alle nostre facce. Daniele mi
baciò sulla bocca. Mentre ci baciavamo,
quasi contemporaneamente, gli uomini ci
inondarono di sperma sulle guance, sulle
labbra e sui capelli. Continuammo a
baciarci e a leccarci il viso. Poi la
donna prese un batuffolo di cotone, lo
intrise di una sostanza e lo poggiò sul
naso di Daniele che di colpo si
addormentò. Subito dopo lo fece con me.
Quando mi risvegliai non sapevo se fosse
giorno o notte. Ero stata lavata e
profumata e anche il lenzuolo bianco che
mi copriva era profumato di fresco.
Sdraiata sul letto a fianco a me, sotto
il lenzuolo anche lei, c'era la signora.
Tutto intorno mi pareva annebbiato ed ero
troppo confusa per capire di essere stata
drogata. La signora mi carezzava i seni
con dolcezza e le sue carezze mi
provocavano una grande eccitazione,
specie quando con i polpastrelli scendeva
fin sotto l'ombelico ad accarezzarmi
delicatamente il sesso. Accostò la sua
faccia alla mia e mi baciò in bocca. La
sua lingua mi sembrava enorme e si
insinuava con esperienza in ogni angolo
del mio palato. Cominciai ad agitare il
bacino in modo da strusciare con la mia
vagina sulla mano della donna che vi era
appoggiata delicatamente. Estrasse la sua
lingua dalla mia bocca e prese a leccarmi
sulle orecchie e poi sul collo, scendendo
poi a succhiarmi i capezzoli. Il mio
sesso era ormai grondante di umori e
desideravo ardentemente che la sua enorme
lingua me lo andasse a lambire: il solo
pensiero di essere penetrata dalla sua
lingua umida mi portava vicina
all'orgasmo. Riuscii solo a mugolare: E'
bellissimo... e lei mi riempì ancora la
bocca con un altro bacio profondo. La
abbracciai anch'io carezzandola sulla
schiena e sulle natiche. Lei aveva
infilato una coscia fra le mie gambe
cosicché muovendo i miei fianchi
riuscivo a sfregare su di lei il mio
sesso che era incredibilmente voglioso.
Venni così, abbracciata alla mia
aguzzina, con un piccolo grido soffocato
dal suo bacio. La donna mi guardò negli
occhi e, con una strana tenerezza riprese
a carezzarmi sulle spalle e sulle
braccia. Con delicatezza mi voltò su di
un fianco e sentii la sua lingua scendere
lungo la mia schiena fino a sopra i
glutei, dove si fermò a titillarmi più
a lungo. Non resistendo alla tentazione
sussurrai: continua... non fermarti... e
solo dopo queste mie parole la donna
continuò a leccarmi lungo l'attaccatura
delle na tiche fino in mezzo alle mie
gambe che avevo divaricato per
facilitarle il compito. La sua lingua
bollente era ora proprio sul buco del mio
ano e la donna con dei colpetti o forzò
fino a insinuarsi dentro con la punta.
Prese poi a ruotarla dentro di me
provocandomi continui sussulti di
godimento. Mentre il suo viso mi
affondava nell'intimo le sue mani
continuavano accarezzarmi i glutei e i
fianchi fino a riconquistare il mio sesso
che sentivo liquefarsi. Non potevo
trattenermi e smozzicavo frasi oscene: -
Mi stai chiavando con la lingua.... ohhh,
mi fai impazzire..... mmmm la tua saliva
mi inonda il culo.... non fermarti... ahh
! Quando mi sentì fremere violentemente
la donna infilò un dito nella mia vagina
e, senza smettere di leccarmi dietro mi
masturbò a lungo con la mano, finché
non venni ancora con un grido di piacere.
Rimasi carponi, esausta per questo
delirio sessuale che mi aveva preso. La
donna mi disse allora in un orecchio : -
Se vuoi provare ancora quello che hai
provato ora dovrai fare qualcosa per
me... - Chiedimi quello che vuoi...,
risposi senza voltarmi - Dovrai entrare
nella camera oscura... - Cosa ? - Metti
una vestaglia, esci nel corridoio ed
entra nella stanza numero 5. - E poi ? -
Nient'altro. - Quando ? - Ora...
Obbediente mi alzai, indossai la
vestaglietta che stava poggiata sulla
sedia vicino al letto e, meccanicamente
uscii nel corridoio che era deserto. La
stanza numero 5 era a fianco a quella
dove eravamo state finora. Poggiai la
mano sulla maniglia e aprii la porta.
Davanti a me c'era un piccolo ingresso e
una seconda porta. Richiusi la prima e
aprii la seconda. La camera era
completamente buia e non potevo vedere
assolutamente nulla. Con la mano cercai
un interruttore della luce e lo trovai,
ma nonostante lo avessi schiacciato
nessuna lampadina si accese. Era dunque
questa la camera oscura. Feci lentamente
qualche passo. Improvvisamente sentii che
due mani si erano poggiate sul mio seno
e, carezzandolo, avevano raggiunto un
bottone della vestaglia e l'avevano
aperto. Pian piano tutta la mia vestaglia
fu sbottonata e quando fu completamente
aperta le mani si infilarono sotto
toccandomi di nuovo il seno e i fianchi.
Sentii che qualcuno intanto anche da
dietro sollevava la mia vestaglia e altre
mani cominciarono a toccarmi le natiche.
Dita diverse salivano su lungo le mie
cosce dalle caviglie fino all'inguine e
andavano a lambirmi il sesso. Qualcuno mi
prese per le braccia, me le sollevò e mi
costrinse a poggiarmi le mani sulla mia
testa. Così, in piedi, mani in testa e
gambe divaricate, sentivo innumerevoli
mani che mi tastavano. Poi come se tutti
fossero d'accordo, tutte le mani si
ritrassero e sentii prima una lingua
sotto un'ascella, poi un'altra sul seno,
un'altra ancora mi leccava davanti, fra
le cosce, un'altra dietro nell'ano,
ancora nell'orecchio e in faccia, sui
piedi e sulla pancia. Ognuna mi
insalivava copiosamente il brandello di
pelle che si era scelta e in breve mi
sentii completamente bagnata, dalla testa
ai piedi e piacevolmente massaggiata da
infinite lingue che stuzzicavano ovunque
la mia carne. Nel buio non riuscivo a
vedere nessuno di quelli che giocavano
col mio corpo e sentivo solo il contatto
con i capelli di alcuni di loro che per
leccarmi si appoggiavano a me con la
testa. Ad un certo punto fui costretta a
sedermi su un corpo caldo che stava
sdraiato in terra. nel sedermi su di lui
fui infilata in un solo colpo dal suo
membro che mi aspettava teso e gonfio.
Qualcuno poi accompagnò le mie mani ad
afferrare altri due sessi tesi che
stavano ai lati della mia faccia. Li
presi e cominciai a masturbarli mentre
l'uomo sotto di me sussultava dandomi
violenti colpi nella vagina. Anche la mia
bocca fu riempita da qualcuno che postosi
davanti a me mi aveva infilato fra le
labbra un grosso cazzo nodoso. Sentii
infine la punta di un altro sesso
maschile che si poggiava sul mio culo e
lo penetrava senza difficoltà. Ancora
una volta in perfetta sintonia vennero
tutti, contemporaneamente. I due cazzi
che stringevo fra le mani mi schizzarono
sulle guance e sugli occhi, quello in
bocca mi fece ingoiare un getto poderoso
e le mie viscere, davanti e dietro furono
inondate di liquido caldo che mi provocò
l'ennesimo orgasmo. Mi accasciai a terra
sputando sperma dalla bocca e mi
addormentai. Mi svegliai la mattina verso
le nove, in camera mia, perfettamente
pulita e in camicia da notte. Non una
traccia di quello che era successo.
Vicino al letto Daniele mi guardava con
attenzione: - Come ti senti ? disse
preoccupato. Ero tutta indolenzita e non
capivo cosa fosse successo. Avevosognato?
Domandai allora: - Che è successo? -
Niente, ieri sere forse avevi bevuto un
po' troppo e mentre tornavi in camera tua
devi essere svenuta. Ti ha trovato un
cliente dell'albergo e poi ti abbiamo
portato in camera e ti sei
addormentata... Ma fra poco viene il
dottore. Certo, doveva per forzaessere
stato un sogno. Ma allora perché mi
bruciava tanto il sedere?
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