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La
donna delle pulizie
Normalmente,
quando avevo finito di lavorare alla mia
scrivania, spegnevo il computer. Ho avuto
un computer sulla mia scrivania da oltre
15 anni, fin da quando costavano venti
milioni l'uno ed avevano 40 mega di
memoria. Il nostro primo programma di
contabilità richiese un anno di
apprendimento, e tuttavia si usava
sporadicamente. Tutto ciò per dirvi che
in tutto questo tempo io ho sempre spento
il computer a lavoro finito. Ma non
stanotte. Sono rimasto fino a tardi per
finire un meeting. Tutti gli altri
avvocati e le segretarie avevano già
lasciato l'ufficio quando io, finalmente,
finii verso le 22:30. Era tardi ed ero
stanco, ma dedicai qualche minuto per
visitare qualcuno dei miei siti porno
preferiti. Non so bene il perché, ma mi
ridava energie alla fine di una lunga
giornata. Fui interrotto da una
telefonata che mi diede fastidio (era una
chiamata sbagliata. Per qualche motivo mi
alzai ed uscii dal mio ufficio,
chiudendomi la porta alle spalle e mi
incamminai verso il parcheggio. Appena
lasciato il 14esimo piano incontrai
Marta, la signora delle pulizie. Ero un
giovane avvocato 12 anni prima, quando
Marta iniziava a fare le pulizie di
notte. Era già matura, ed ora sembrava
ancora più matura. Aveva i capelli
grigi, era alta circa un metro e settanta
ma non era grassa. Indossava un camice
verde da lavoro con lo stemma della
nostra società stampato sul taschino.
Tutto sommato aveva un bell'aspetto,
sebbene non mi fossi mai realmente
interessato a lei in tale modo. Aveva
belle gambe che risaltavano dalle scarpe
coi tacchi che indossava. Sembrava che
indossasse un paio di pantaloni da lavoro
con delle calzini bianchi. Aveva un viso
dolce e un piacevole sorriso, e ci
scambiavamo sempre dei convenevoli quando
la incontravo nel turno di notte. La
vedevo quasi tutte le notti. Stavo
lavorando a un caso molto difficile ed
ero lontano dalla mia famiglia per gran
parte del mese. Dopo 12 anni di lavoro
per la società avevo guadagnato il
diritto di avere impiegati che
lavorassero per me, ma io non mi fidavo
dei giovani. A 40 anni ero ancora
determinato a vincere ogni causa come se
ne avessi 30. Come incontrai Marta mi
fermai per chiacchierare un po, come
d'abitudine. Marta era in ottima forma, e
stava per pulire il mio ufficio.Le dissi
buona notte e mi incamminai per la mia
strada. Stavo guidando probabilmente da 3
o 4 minuti quando ebbi la spiacevole
sensazione di aver lasciato il computer
acceso. Stavo guardando le foto
settimanali di un sito di donne mature
quando ero uscito. Marta avrebbe pulito
il mio ufficio e avrebbe visto nel
computer la foto di una 75enne in calze e
giarrettiera a gambe larghe su una
credenza. Era una bella foto, e
probabilmente mi distrasse in modo tale
da lsciare acceso il computer,
dannazione. Non volevo offendere Marta.
Girai la macchina e tornai velocemente in
ufficio. Non trovai niente di cambiato
quando entrai. Tutte le luci erano accese
ma non c'era nessuno, tranne Marta ed io.
Camminai verso il mio ufficio e vidi la
porta chiusa. Marta doveva essere dentro.
Non pensai di bussare, ero troppo
imbarazzato. Aprii la porta e quello che
mi si presentò fu uno spettacolo
veramente piacevole. Marta era seduta
alla mia scrivania con gli occhi
incollati al monitor. Aveva il camice
sollevato sui fianchi e una mano infilata
sotto le mutande. Si stava masturbando
quando emisi un colpetto di tosse. Non so
chi dei due fosse più imbarazzato.
Parlai per primo "Marta, mi
dispiace" cercai di scusarmi, non
capendo che Marta se la stava spassando
proprio grazie alla mia sbadataggine.
"Oh, Signore, non fatevi un idea
sbagliata. Non l'ho mai fatto prima, ma
l'eccitazione ha preso il
sopravvento" anche Marta stava
cercando di scusarsi. Notai due cose:
primo che Marta si stava scusando ma non
tolse la mano dalle sue mutande, e
secondo, qualcosa nelle mie mutande si
stava ingrossando! Mi scusai ancora una
volta con Marta, dandole così la
possibilità di abbassare il camice,
alzarsi ed uscire. Ma lei invece stava
fissando la mia patta che si stava
gonfiando. Mi chiese se mi piaceva vedere
donne mature nude. Le assicurai che era
una delle mie fantasie preferite. Mi
chiese se mi sarebbe piaciuto vedere lei.
Le assicurai che era una fantasie che mi
sarebbe piaciuto diventasse vera.
Continuò a muovere la mano dentro le sue
mutande. Con la sinistra spostò il bordo
delle mutande mostrandomi i peli che
ricoprivano la mano con cui si stava
masturbando. Aveva infilato nella fica
tutte le dita e la mano fino al palmo, e
la faceva andare avanti e indietro mentre
mi parlava. Mi inginocchiai e piazzai la
mia mano destra sulla sua, aiutandola con
il suo ritmo. Fece uscire la sua mano e
mi invitò a sostituirla con la mia.
Iniziai ad infilare un dito nella sua
fica bagnatissima. Poi riuscii ad
infilare un secondo, un terzo e un
quarto, e cominciai a farli andare avanti
e indietro aumentando gradualmente la
velocità. Marta aveva piegato la testa
all'indietro e continuava a tenere il
bordo delle mutande con la mano sinistra.
Si leccò l'indice della mano destra e
raggiunse il clitoride, strofinandolo a
tempo con il mio ritmo. In poco tempo il
suo corpo fu scosso dall'orgasmo e i suoi
liquidi inondarono la mia mano. Mi alzai
e sbottonai i pantaloni, facendo uscire
il cazzo duro. Marta lo prese con la sua
mano destra e iniziò a scuoterlo
lentamente mentre riprese a muoversi
ritmicamente contro le mie dita che erano
ancora dentro la sua fica. Continuò a
masturbarmi per qualche minuto finchè
non venne ancora. Io ero ancora duro e mi
inginocchiai fra le sue gambe. Lei era
seduta sulla mia sedia, e facendole
spostare il culo in avanti riuscii a
penetrarla. Con la sinistra continuava a
trattenere l'orlo delle mutande mentre
con la destra raggiunse il mio culo per
spingermi con forza verso di lei. Mi
teneva stretto senza lasciarmi muovere,
per assaporare una sensazione che non
provava da oltre 10 anni, come mi avrebbe
rivelato in seguito. Continuò a tenermi
stretto dentro di lei contraendo i suoi
muscoli per quello che sembrò durare un
eternità, quindi raggiunse un altro
orgasmo, nonostante fosse già venuta due
volte. Non appena iniziò a scuotersi
anch'io venni. Il mio orgasmo fu
monumentale. Sborrai per diversi minuti.
Anche l'orgasmo di Marta fu il più lungo
il più intenso. Esausto mi lasciai
crollare sulla signora delle pulizie. Lei
indossava ancora il camice verde da
lavoro con lo stemma della nostra
società sul taschino, ma ora se lo stava
abbassando per nascondere il tesoro che
mi aveva rivelato poco prima. In realtà
mi parve uqasi un sogno. Ancora lo
ricordo, ma è come se entrambi avessimo
fantasticato. Ci volle quasi un mese
prima che riuscissi a parlare di nuovo
con Marta, e ce ne vollero quasi due
prima di trovare il coraggio di chiedere
a Marta di farlo di nuovo. Ma dopo la
seconda volta occorsero solo pochi minuti
per organizzarlo di nuovo, il più spesso
possibile.
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Foto e Video


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