Quella
telefonata di nostro cugino Stefano aveva
messo in subbuglio sia me che mia sorella
Susanna. Ci avvisava di dover restare
nella nostra città per impegni di lavoro
e chiedeva ospitalità. La più pronta
era stata Susanna, che gli aveva subito
proposto di restare nostro ospite per il
week-end. Stefano aveva subito accettato.
Ho dovuto inventare una scusa con
la mia fidanzata
lei è gelosa di
tutte, anche dei parenti
aveva confessato, abbracciandoci. E aveva
aggiunto, con galanteria, che davanti a
due bellezze come noi uno rischia di
dimenticarsi di essere cugino. Era sempre
lo stesso, bello e sicuro di sé, come ai
tempi in cui era ragazzino e ci eravamo
prese la cotta per lui. Ti ricordi
quei tempi? In un certo senso sei stato
il nostro primo ragazzo
aveva
rievocato con una punta di malizia mia
sorella. Come no? Mi ricordo
proprio tutto
aveva risposto
Stefano, alludendo apertamente ai primi
giochino sessuali che avevamo fatto
proprio con lui. Era stata unestate
bellissima, al mare, tutti i giorni in
sua compagnia. Poi i suoi genitori si
erano trasferiti e non ceravamo
più visti per tanti anni, ma adesso quei
ricordi tornavano a galla ricreando la
stessa complicità erotica di quei tempi.
Avevo provato a ricordare per scherzo
qualche episodio, ma solo per metterlo
alla prova, evitando di precisare quelli
più intimi. Ma ci aveva pensato Stefano
a rompere il ghiaccio. Te lo
ricordi quando mi dicevi di tirar giù
gli slip per fartelo vedere
e io
chiedevo che poi anche voi mi faceste
vedere la topina
aveva detto,
senza peli sulla lingua. La prima
volta che lho visto
mi ha
fatto paura, era già così grosso
aveva sospirato mia sorella. Però
la paura ti era passata subito, me lo
scappellavi di continuo e sapevi fare
certe seghe
aveva precisato
Stefano. E se lo era toccato davanti a
noi, facendo notare come in mezzo ai
pantaloni avesse un gonfiore davvero
notevole.
E adesso comè?...è
cresciuto ancora? avevo sussurrato
a mia volta, prendendo il coraggio a due
mani. Daltra parte avevo già le
mutandine fradice per leccitazione
e non ce la facevo più a resistere.
Lo vuoi vedere? Però facciamo come
allora
anche voi me la fate vedere
tutte
e due
aveva detto Stefano,
senza attendere nessuna risposta, sicuro
del fatto suo. E subito dopo, sentendo
che i nostri occhi puntavano proprio su
quel gonfiore che gli sbocciava fra le
gambe, aveva dato una spinta del bacino
in avanti per metterlo in mostra. Poi, di
colpo, aveva tirato in giù la cerniera e
impugnato direttamente il suo uccello per
scostare gli slip e metterlo tutto in
mostra. Era davvero più grosso, più
duro, con una selva enorme di peli e una
punta turgida, rossa, che faceva venir
voglia di succhiarla immediatamente.
Dai, succhialo
ho sempre
sognato questo momento
aveva
aggiunto Stefano, spingendo apertamente
il cazzo in direzione delle mie labbra
che lo accolsero con gioia. Mi trovai
subito con la bocca piena, tanto era
grande quel cazzo, e per un attimo
faticai a tenere il ritmo adeguato alle
sue spinte. Ma appena cominciai a tirarlo
fuori un attimo per leccarlo sulla punta
e a farlo rientrare più dolcemente fra
le mie labbra fui io a dare il ritmo che
era più necessario. Mia sorella Susanna
non aveva comunque perso il suo tempo: si
era spogliata del tutto e offriva le sue
tette alle labbra di Stefano per farsele
baciare. Quante volte mi sono
masturbato ricordando i giochino di una
volta
confidava nostro cugino
fra un bacio e un sospiro. Adesso
voglio recuperare il tempo perduto
voglio
scopare con tutte e due
.
Susanna intanto si divertiva a provocarlo
ulteriormente mettendosi in mostra.
Guarda la mia fica, è tutta
bagnata
adesso mi faccio un ditalino
per te
guarda
guarda come godo
diceva, sditalinandosi tutta, a cosce
aperte. Io invece, smesso per un po
il pompino iniziale, mi ero messa a
cavalcioni sul cazzo di Stefano
impalandomi tutta, pronta a godermi una
bellissima cavalcata. Siete
magnifiche, siete più troie di quanto
sperassi
mugolava Stefano,
rincorrendo con le labbra e la lingua le
tette di Susanna, infilando al tempo
stesso due dita nella sua fica per
masturbarla e subendo la mia scopata a
spegnicandela sopra il suo cazzo. Era
davvero nostro prigioniero, sopraffatto
dalla continua fantasia delle nostre
iniziative. Quando propose di passare ad
altre posizioni non ci chiese nemmeno se
avessimo mai lesbicato, ce lo impose di
fatto. Mi ritrovai tutto a un tratto a
pancia in sotto, col culo in aria, pronta
ad essere chiavata alla pecorina. E le
mani di Stefano spinsero la mia testa
verso le cosce di mia sorella Susanna,
che era accanto a me.
Leccala tutta, voglio vedervi
lesbicare
ordinò. Non avevo
alternativa, e poi quel cazzo che mi
penetrava con forza era arrivato a
provocare una eccitazione tale che avrei
accettato qualunque proposta. La mia
lingua si posò fra le labbra della fica
di Susanna e cominciò a picchettare il
suo grilletto. Ah
sì
leccami
tutta, mi piace
sospirò
quella porca di Susanna, sicchè
continuai a lesbicare come una furia,
godendo con gioia per i colpi violenti
del cazzo di Stefano che penetrava con
forza dentro di me. Vieni anche tu
a leccarla, forza
ordinò a
quel punto Stefano a mia sorella. E
ancora una volta ci trovammo a cambiare
posizione. In pochi secondi mi trovai
Susanna sdraiata nella posizione del
sessantanove, sotto di me, intenta a
leccarmi a sua volta la fica mentre io le
mordevo con passione il grilletto
scatenando il suo piacere. A un tratto
sentii che il cazzo di Stefano era di
nuovo dentro la mia fica, si era fatto
largo con una forte spinta e aveva
ripreso a chiavarmi senza intervallo, ma
non per questo quella porca di Susanna
aveva smesso di leccarmi. Continuava a
far incontrare la punta della sua lingua
con il cazzo di Stefano e con la mia fica
al tempo stesso, improvvisando dei
piacevolissimi ghirigori che ricamavano
sulla mia fica.
Non ce la faccio più
godo
godo
rantolai a quel punto, esplodendo in un
orgasmo fortissimo, davvero sconvolgente,
che mi spinse a tremare tutta per una
decina di secondi. Tuffai di nuovo le
labbra sulla fica di mia sorella per
placare la mia sete ma subito dopo fu
Stefano stesso a scostarsi e a prendere
in mano il suo cazzo. Sto per
sborrare, presto
datemi le vostre
lingue
così
sussurrò,
invitandoci a ricevere sulla punta della
lingua e fra le labbra il suo schizzo di
sperma caldo. E mentre ci baciavamo volle
anche lui mescolare la sua saliva alle
nostre, prontissimo a ricominciare
daccapo. Fu un week-end di piacere
ininterrotto, e adesso so per certo che
tornerà a trovarci spesso.
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